villa ponti greppi

Cenni storici

LA STORIA DAL 1650

“UNA VILLA NATA PER RICEVERE”

Le prime notizie certe riguardanti l’esistenza dell’odierna Villa Ponti Greppi risalgono alla prima metà del 1600, periodo in cui i proprietari di allora, la famiglia Ghiglio, completarono la costruzione della loro dimora di campagna articolata su quattro fronti. Alla fine del XVII secolo, tutta la proprietà fu rilevata dalla famiglia Bellini, che grazie ad un’importante ristrutturazione, trasformò l’immobile in una villa in stile Barocco Lombardo com’è ancora oggi. Nel 1627 furono costruite due ali laterali al nucleo centrale, unitamente alla cappella intitolata a San Francesco, dando alla villa la tipica disposizione a ferro di cavallo che si apriva collegata ad un maestoso viale d’ingresso, del quale rimane la bella cancellata in ferro battuto, a capo del quale vi era una statua raffigurante un satiro gigante, oggi ancora visibile nel giardino. Costruendo le due ali laterali sono emersi resti dell’antico cortile, oggi visibile in parte. Nel 1699 venne poi formato quello che ancora oggi è un giardino all’italiana con balaustre ornate da diverse statue, ninfee e una fontana dedicata a Nettuno, tutt’oggi visibile. Nello stesso periodo fu restaurato l’edificio centrale della dimora con l’aggiunta di un portico a sei luci rialzato, tipico dell’epoca. Tra i diversi interventi, è da sottolineare la ristrutturazione della cappella dedicata a San Francesco e poi all’Addolorata, decorata da Federico Ferrario nel 1765. Nel 1785 la Villa fu visitata dall’imperatore Giuseppe II e dal fratello Leopoldo di Toscana, che si congratularono per la bellezza dell’immobile e dei fregi. Nel 1875 la villa passò poi per eredità nelle mani del Conte Paolo Greppi, che impresse un carattere spiccato di barocchetto per opera dell’architetto Fausto Bagatti Valsecchi. Il corpo centrale venne dotato di una gronda, le finestrature furono invece adornate di mazzette scolpite, rendendole molto più simmetriche e adorne. Le testate della villa sulla strada statale sono sormontate da finestre ovoidali e mistilinee. La sistemazione esterna fu seguita poi da una sistemazione interna di cui si distinguono ancora oggi i saloni dei ricevimenti ornati di dipinti e sovrastati da soffitti a tempere su tela o a cassettoni di legno, con prospettive barocche e vedute di paesaggi. Al primo piano poi la biblioteca, la galleria sopra il portico con tele di re spagnoli. Tutti interventi questi che combinano armoniosamente elementi antichi con elementi di epoche più recenti. Ulteriori abbellimenti sono dovuti al senatore Emanuele Greppi, con l’apporto di opere e dipinti provenienti dalla Villa Belgioioso di Senago. Il parco invece venne definitivamente disegnato così come è arrivato a noi oggi, dal Conte Rezzonico. Da sottolineare la maestosità di alcune piante che sono ad oggi tutelate dai beni ambientali poiché uniche nel loro genere e risalenti addirittura a prima della costruzione della dimora. Si racconta anche che nella ristrutturazione iniziale, nell’ala sinistra della casa ci fosse una stazione di posta con il cambio di cavalli e le scuderie per poter affrontare poi con maggiore velocità e sicurezza i percorsi, vista la posizione proprio prima delle salite e delle strade montane, facili prede di briganti. Importanti e prestigiosi sono i lampadari di Villa Ponti Greppi, tutti in cristallo di Murano di notevole bellezza. Questa dimora storica permette oggi di rivivere lo sfarzo di un tempo grazie alle sapienti ristrutturazioni dell’attuale gestione, che ha riportato la Villa al suo antico splendore organizzando feste e ricevimenti, proprio come quando era la nobiltà lombarda ad abitare queste mura.

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